di Federico Bo

Diversi bandi Industria 4.0 sono attivi, come il SI4.0 2020 della Regione Lombardia di cui Mangrovia Solutions è uno dei fornitori di servizi qualificati.

 

Per micro, piccole e medie imprese la “ripartenza” dopo il lockdown deve essere l’occasione per continuare o incominciare il viaggio verso l’innovazione, la digitalizzazione e la sostenibilità. Tre elementi strettamente interconnessi e cruciali per le aziende, chiamate a confrontarsi ancor più con scenari mutevoli che necessitano di azioni rapide e incisive.

Come sappiamo, in Italia l’insieme delle MPMI è cruciale per l’economia italiana: sono circa 200.000 e generano da sole il 41% dell’intero fatturato ed il 38% del valore aggiunto del Paese, dando lavoro a un terzo degli occupati del settore privato. Il 32% risiede nel Nord-Ovest, quasi 38.000 nella sola Lombardia.

Da diverse ricerche e report si avverte una certa resistenza all’innovazione da parte di questa categoria rispetto alle aziende di più grandi dimensioni. Questa reticenza ha varie cause: un’attenzione sbilanciata verso il breve termine, costi per le nuove tecnologie ritenuti troppo alti, mancanza di cultura e competenze digitali all’interno delle organizzazioni.

Eppure molti dati e statistiche dovrebbero spingere queste aziende a superare l’inerzia: per citarne solo un paio, tra le PMI di eccellenza, il 5% del fatturato viene speso in R&S mentre Capgemini prevede per il 2023, a livello globale, un valore aggiunto atteso dall’industria manifatturiera — grazie all’aumento della produttività nelle fabbriche intelligenti — pari a quasi 1.500 miliardi di dollari (nella stima più prudente).

Le tecnologie abilitanti che attivano l’Industria 4.0 (o Smart Industry) servono a prendere decisioni più rapide e precise, a permettere nuove forme di interazione uomo-macchina, a interconnettere in maniera efficiente la catena del valore e la catena di fornitura di un’azienda.

Focalizziamoci su un aspetto strategico: i dati. Con un’analogia abusata e forse imprecisa vengono definiti il “nuovo petrolio”. Quel che è certo è che, qualsiasi sia il settore in cui opera l’azienda, riuscire a estrarre i dati della propria attività dalle sorgenti più diverse (macchinari, logistica, filiera, distribuzione, cliente finale), filtrarli e analizzarli rappresenta ormai una necessità

Da una ricerca McKinsey emerge che correggendo le attuali inefficienze nella raccolta e trattamento dei dati si potrebbe incrementare la produttività del 25 per cento.

Purtroppo attualmente l’approccio delle aziende, in particolare delle PMI, alla raccolta e analisi dei dati risulta limitato e non strutturato. Siamo ancora lontani da una cultura “data-driven operations”.

I dati disponibili per la piccola impresa possono sembrare pochi ma spesso non è così; sono oggi disponibili dispositivi, strumenti e tecniche che permettono di raccogliere sempre più informazioni in ogni segmento della fase produttiva e distributiva.

Un altro aspetto importante è che queste tecnologie consentono, anzi invitano, a una condivisione e collaborazione tra i soggetti dell’intera filiera, dello stesso settore o tra aziende complementari. I dati raccolti in maniera aggregata costituiscono una ricchezza condivisa che aiuta le PMI a raggiungere la massa critica necessaria per competere con realtà industriali più grandi a livello nazionale e internazionale.

Vi sono, tra le altre, tre tecnologie complementari che consentono di ottimizzare il ciclo di vita dei dati:

– IoT come fonte dati (insieme ai gestionali)

– Blockchain come archivio sicuro condiviso di dati e transazioni

– IA come strumento di analisi e previsioni

Questi dati viaggeranno velocissimi e senza latenza sulle nuove reti 5G: le aziende di ogni dimensione dovranno “agganciarli” e sfruttarli al meglio.

L’IoT come sistema nervoso dell’azienda (IIoT, Industrial Internet of Things)

L’Internet of Things è l’insieme di dispositivi, sensori, strumenti dotati di un identificativo unico in grado di connettersi in una rete, trasferendo dati tra di loro e con applicazioni esterne (database, blockchain). Sono un formidabile strumento di raccolta dati e la loro sempre maggiore presenza sta rivoluzionando la gestione delle fabbriche e della logistica. I dispositivi IoT consentono di attivare nuove modalità di utilizzo e di pagamento di servizi come il “pay per use” e il “pay per performance: le attrezzature (macchinari, attrezzature, auto) vengono pagate in base al loro effettivo utilizzo misurato dagli oggetti connessi.

Il mercato dell’IoT in Italia ha raggiunto nel 2019 un valore di 6,2 miliardi di euro (considerando anche il settore smart home) ma un sondaggio condotto dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha evidenziato come solo il 39% delle PMI ha sentito parlare di queste soluzioni e appena il 13% ha avviato delle iniziative, contro il 97% delle grandi imprese.

Le blockchain, le macchine della fiducia

Il registro crittografato e distribuito che costituisce una blockchain è molto più di un database. Come abbiamo già scritto in un post precedente, oltre che costituire una “singola fonte di verità” per dati e informazioni all’interno di un’azienda e lungo tutta la sua filiera, rappresenta “un catalizzatore tecnologico per nuovi modelli di interazione, più innovativi ed efficienti”.

Elenchiamo, in maniera sintetica, quali sono i possibili vantaggi derivanti dalle tecnologie blockchain, fin dalle fasi di ideazione e progettazione.

· riduzione dei costi (eliminazione o riduzione degli intermediari, migliore riconciliazione dati e pagamenti)

· miglioramento nella condivisione delle informazioni con partner e fornitori attraverso standard predefiniti

· incremento della fiducia da parte dei clienti

· riduzione di frodi e manipolazione dati

· miglioramento del processo di tracciabilità e di certificazione dei prodotti

· miglioramento impatto ambientale (per esempio diminuzione dei resi)

· miglioramento della gestione magazzino

· automazione dei processi grazie agli smart contract

Dato che i prodotti italiani sono caratterizzati e ricercati per la loro qualità, tutti questi miglioramenti consentono anche di arrivare a quello che si definisce Quality by design”, contrapposta alla classica “Quality by test, principio diffuso oggi soprattutto in ambito farmaceutico.

Avviare un progetto blockchain significa inoltre passare da una logica incentrata sulla sola azienda a quella del network di aziende che condividono un business, variando la scala di riferimento e la forza relativa rispetto ai competitor.

AI, apprendere per migliorare

L’Intelligenza Artificiale non rende più intelligenti le macchine, ma le aziende che la utilizzano. Il machine learning permette di analizzare una gran quantità di dati, riconoscere schemi, ridondanze, peculiarità e suggerire o compiere azioni che ottimizzano molti processi industriali e aziendali. Tra i benefici che si ottengono vi è una maggiore velocità decisionale e reattività alle variazioni del mercato: questo può essere sfruttato in termini di vantaggio competitivo e creazione di valore.

Molte sono le fasi di produzione, distribuzione, marketing in cui gli algoritmi di AI possono fornire il loro contributo. Un esempio: tramite la manutenzione predittiva si raccolgono dati sul funzionamento dei macchinari, riuscendo a rilevare, grazie ad algoritmi di machine learning, anomalie e deviazioni dai parametri ottimali, prevenendo avarie e rotture. Con la stessa tecnica e con dispositivi IoT che inviano dati da remoto, si può offrire un sistema di manutenzione reattiva al cliente, diminuendo le ore di assistenza straordinaria. Gli stessi dati vengono reintrodotti in azienda per incrementare la qualità dei prodotti.

Con i dati provenienti dai sistemi gestionali e dal magazzino, con tecniche di “demand forecasting”, si migliora la gestione stessa del magazzino, l’approvvigionamento di materie prime e semilavorati, la distribuzione dei prodotti sul mercato.

Il processamento di grandi quantità di dati (anche non strutturati), provenienti non solo dalle vendite, dai contatti e dalle interazioni dirette con il cliente ma anche da sorgenti come i social media diventa un processo strategico in grado di trovare correlazioni nascoste e soluzioni inaspettate per il marketing, l’assistenza post-vendita e in definitiva la soddisfazione del cliente.

Molte altre sono le possibili implementazioni di progetti basati sulla triade IoT-blockchain-Intelligenza Artificiale che possono far ripartire su basi nuove e innovative anche piccole imprese.

Le caratteristiche intrinseche di modularità e scalabilità delle tecnologie dell’Industria 4.0 permettono di avviare progetti anche su piccola scala.

Per finanziare queste tipologie di progetti, sono disponibili numerose fonti di finanziamento, europee, statali e regionali.

In Lombardia, per esempio, è attualmente operativo (fino al 30 giugno 2020) il bando SI4.0 2020 promosso dalle Camere di Commercio lombarde e Regione Lombardia, con il supporto di Unioncamere Lombardia: è prevista un’agevolazione a fondo perduto pari al 50% dei costi ammissibili.

Mangrovia Solutions, software house tra i 29 Centri di Trasferimento Tecnologico Certificati a livello nazionale, è uno dei fornitori di servizi qualificati individuati dal Bando. La sua offerta, nei settori Enterprise Solutions, Energy e Fintech, rientra a pieno titolo tra le soluzioni incentivate da Regione Lombardia e permette di avviare o continuare il percorso verso di un’azienda verso l’Industria 4.0.


0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *